La gestione dei cuccioli

IL CUCCIOLO DI CANE

Prendersi cura di un cane è una responsabilità impegnativa e allo stesso tempo piacevole, pertanto dobbiamo farlo nel migliore dei modi.

Per costruire un rapporto equilibrato con il nostro amico a quattro zampe dobbiamo prima di tutto capire il suo linguaggio e le sue modalità di apprendimento. È fondamentale comprendere il punto di vista del cucciolo e comunicare efficacemente con lui, evitando da parte nostra comportamenti che potrebbero confonderlo, con il rischio di compromettere i risultati in termini educativi e relazionali. Pubblichiamo qualche semplice consiglio che potrà essere utile a chi ha deciso di adottarne uno.

L’ETA’ GIUSTA PER ADOTTARE UN CUCCIOLO

Un cucciolo va adottato all’età giusta, perché deve avere il tempo di vivere una parte del periodo di socializzazione nel suo luogo di nascita, per interagire con la madre e i fratelli. Solo così può sviluppare al meglio gli apprendimenti essenziali per un corretto sviluppo comportamentale.

Ma qual è l’età ideale per un’adozione? Essa è consigliabile dopo la nona settimana di vita, in quanto il cane risulta psicologicamente in grado di sostenere il cambiamento di ambiente senza drammi eccessivi e vive ancora nel periodo della socializzazione. In questo modo il proprietario potrà stimolare al meglio l’area sociale e sensoriale del cucciolo, che riuscirà ad integrarsi in maniera ottimale nella sua nuova realtà.

I PRIMI GIORNI A CASA

I primi giorni nella nuova casa sono decisivi: assicuriamoci che il cucciolo viva in modo positivo tutte le sue nuove esperienze. Ciò deve avvenire sin dal primo viaggio in auto, durante il quale è consigliabile mettersi sul sedile posteriore accanto a lui. Prima di partire, è buona norma fargli conoscere la macchina a motore spento e premiarlo con del cibo, anche durante il viaggio.

Una volta giunto a casa, facciamolo abituare al nuovo ambiente ed aiutiamolo nel cambiamento di questo mettendo nell’appartamento 3/4 giorni prima dell’arrivo del cucciolo un diffusore feromonale. Rispettiamo i suoi tempi di conoscenza verso i nuovi familiari e i nuovi stimoli ambientali e sociali. Ricordate sempre che, da quel momento, siete voi la sua nuova “madre” e il cucciolo cercherà perennemente la vostra vicinanza.

Come per il viaggio in auto e i primi giorni a casa, anche le sue prime notti non devono essere traumatiche. Disponete il giaciglio del cane accanto al vostro letto, così facendo il cucciolo tenderà a guaire di meno durante la notte perché percepirà la vostra presenza rassicurante; in caso dovesse lamentarsi tendete una mano nella cuccia e calmatelo. In un secondo momento allontanerete gradualmente la cuccia fino al luogo da voi desiderato. Attenzione però a rispettare una giusta tempistica!

LA GESTIONE DELLE ELIMINAZIONI

Spesso i proprietari non comprendono come mai il cucciolo, in casa, faccia i suoi bisogni un po’ ovunque. Non dimentichiamo che il nostro piccolo amico, all’età di due mesi, non ha la capacità di controllare il bisogno di evacuare, inoltre è predisposto a non sporcare nel posto in cui mangia e dorme.

Come abituarlo a non fare i bisogni dentro casa? Portiamolo spesso a fare una passeggiata lodando ogni occasione di eliminazione fuori casa, in questo modo il cucciolo capirà di volta in volta qual è il luogo idoneo per le sue evacuazioni. Il proprietario dovrà evitare l’errore comune di punire il cucciolo qualora dovesse ritrovare delle deiezioni in casa. Potrà solo pulire in assenza del cane evitando detergenti all’ammoniaca e candeggina prediligendo quelli al sapone neutro o ai sali di ammonio quaternari. Ricordatevi che un cucciolo inizia ad avere il controllo degli sfinteri a quattro mesi circa, solo dopo questa età inizierà realmente a comprendere quando e dove eliminare.

Non dobbiamo pretendere che in poche settimane impari a non sporcare in casa: rispettiamo i suoi ritmi biologici. La stessa cosa accade quando vogliamo togliere il pannolino ad un bambino: non possiamo pretendere che impari immediatamente a fare i suoi bisogni in bagno sul vasino, saremo noi a portarlo in bagno quando lui ci dirà che deve fare qualcosa. Con i cani vale lo stesso principio, con la differenza che loro non parlano la nostra lingua. Proprio come i bambini, anche i cuccioli hanno il bisogno di evacuare subito dopo il riposino, dopo il gioco e poco dopo aver mangiato: sta a noi insegnare loro qual è il posto idoneo.

Ecco qualche piccolo consiglio utile:

  • Portate fuori il cucciolo spessissimo e lodatelo quando evacua fuori casa.
  • Non lasciategli a disposizione tutta la casa, ma confinatelo in una stanza o in un box quando non siete in casa.
  • Abituatelo a fare i bisogni fuori subito dopo il risveglio, dopo il gioco e 15/20 minuti dopo i pasti; non dimenticate di premiarlo dopo che li ha fatti.
  • Se possibile, evitate traversine e giornali e abituate immediatamente il cucciolo al substrato erboso: è il percorso di apprendimento più efficace e corretto!
  • Lodatelo quando sporca fuori e ignoratelo quando lo fa in casa. L’importante è pulire in sua assenza, utilizzando prodotti organici senza ammoniaca o candeggina.
  • Riportare il cucciolo immediatamente a casa dopo i bisogni è un errore comune: egli capirà che la passeggiata finisce e inizierebbe a trattenere i bisogni fino a casa.

LA GESTIONE DEL CUCCIOLO IN ASSENZA DEL PROPRIETARIO

La gestione del cucciolo in assenza del proprietario a volte può essere un problema. Sarà responsabilità della famiglia insegnare al cane il corretto comportamento e il giusto stato emozionale da adottare durante i momenti di solitudine, evitando così frustrazioni al cane e una serie interminabile di vocalizzazioni disperate che potrebbero infastidire il vicinato.

Per abituare il nostro piccolo amico a tollerare la solitudine, dobbiamo agire con gradualità, lasciandolo da solo inizialmente per brevissimi periodi, che si allungheranno man mano. Le prime volte lo lasceremo da solo in una stanza per pochi secondi, in un momento di sua distrazione ad esempio come può avvenire durante il pasto o il sonno. Gradualmente allungheremo i tempi della nostra assenza permettendo al cucciolo di imparare a gestire le sue emozioni ed evitando che si senta abbandonato. In nostra assenza è consigliabile confinare il cucciolo in una stanza o in un box accogliente, per evitare che danneggi il mobilio: è normale che cerchi delle distrazioni per superare i momenti di noia! Abituarlo a stare senza di noi non significa lasciarlo da solo e ignorarlo anche quando siamo presenti: dedicandogli momenti di gioco e lunghe passeggiate riusciremo ad instaurare con lui un rapporto solido e sereno.

CONSIGLI PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

 

Per la buona crescita del cane una corretta alimentazione (mettere link sulla corretta alimentazione) è fondamentale. Per prima cosa dobbiamo somministrargli ALIMENTI DI BUONA QUALITA’: scegliamo, su consiglio del nostro veterinario, prodotti di marca in vendita nei negozi specializzati per animali o seguiamo una dieta casalinga ben bilanciata, formulata da un medico veterinario.

Quante volte deve mangiare il cucciolo? Tre volte al giorno fino a sei mesi di età per i cani di piccola taglia e fino ai 10/12 mesi per quelli di grossa taglia, si passerà, in seguito, a due volte al giorno quando l’animale sarà adulto.

È importante per il cucciolo condividere con noi il momento dei pasti, evitiamo, quindi, di isolarlo in un’altra stanza durante questi. Insegnamo al cane, però, a non chiedere incessantemente a tavola il nostro cibo. Buona norma è quella di somministrare il pasto al cucciolo circa un’ora prima del nostro, in modo da non farlo assistere con la fame e diminuire la motivazione della richiesta di cibo. Qualsiasi alimento “extra” gli verrà eventualmente somministrato in un secondo momento.

Durante i nostri pasti, offrire al cucciolo un bocconcino in risposta alle sue pressanti richieste significa avallare questo suo comportamento, con il risultato di renderlo sempre più insistente. Ignorarlo in simili frangenti, al contrario, servirà a fargli comprendere il corretto comportamento.

 

 

Sperando che questi brevi ma basilari consigli vi siano stati utili, vi consigliamo di confrontarvi sempre con un medico veterinario e/o un educatore cinofilo qualificato, prima di decidere se adottare un cucciolo. Solo così potrete prepararvi a prenderne uno che sia il più vicino possibile alle vostre possibilità. Aprire la vostra casa ad un cane significa prendere coscienza anche dei costi della sua gestione, della sua alimentazione e della sua educazione. A tutto questo, però, corrisponderà sempre l’amore straordinario con cui sarete contraccambiati!

 

 

IL CUCCIOLO DI GATTO

COME ACCUDIRE ED EDUCARE UN GATTINO

Per accudire un cucciolo di gatto sono necessarie accortezze diverse rispetto a un cucciolo di cane.

Il comportamento dei gattini dipende da molti fattori tra cui la capacità di apprendimento, il ruolo della madre nelle prime fasi di vita e il grado di socializzazione soggettivo dell’animale. Affinché il nostro gattino diventi un gatto adulto socievole, dobbiamo curare molto l’ultimo aspetto: farlo vivere in un ambiente stimolante, instaurare un contatto quotidiano ed intrattenerlo con piacevoli momenti di gioco ci permetterà di instaurare un rapporto solido con lui.

Il gatto, necessita di un diverso percorso educativo rispetto al cane, ad esempio a differenza di quest’ultimo, è abbastanza autonomo non solo in ambito alimentare, ma anche dal punto di vista dei bisogni. Basterà metterlo di fronte alla sua cassettina della lettiera e lui memorizzerà da sé il posto, andandoci autonomamente ogni qualvolta dovrà evacuare, poiché è nella natura dei felini scavare e ricoprire le loro evacuazioni. La pulizia della lettiera è fondamentale per prevenire l’insorgere di problemi comportamentali, oltre che per evitare nuovi gabinetti “privati” del vostro animale.

Sin dalla giovane età, la vita dei felini ruota intorno al riposo, alle relazioni, al cibo, al gioco e alla riproduzione, secondo un principio naturale. Se decidiamo di prendere un gatto, cerchiamo di rispettare tutto questo: lasciamogli una zona in cui giocare liberamente, un’area dove alimentarsi e la cassetta della lettiera il più lontano possibile dalle altre zone. Dobbiamo anche considerare che avrà bisogno di un graffiatoio, oltre che di una “sala giochi” dove poter arrampicarsi, correre e nascondersi. Allestendo tutto questo salvaguarderemo il nostro mobilio, o almeno ci avremo provato! A differenza del cane, il cucciolo di gatto sopporta meglio la lontananza dal proprietario, sin dai primi periodi. Questo perché il suo ciclo di sonno è per lo più diurno e coincide con i nostri orari di lavoro. I gatti, inoltre, sono dotati di un’autonomia emozionale maggiore ed è difficile che cadano in uno stato di ansia o stress per l’assenza del loro amico umano.

COME ALIMENTARE IL CUCCIOLO

Diversamente che ad un cane, ad un gattino dovrebbe essere lasciata a disposizione una ciotola colma della sua razione di croccantini, in quanto i felini hanno la tendenza a mangiare poco, ma molto spesso. Fanno eccezione i casi in cui sono presenti più gatti, o se si introduce un gattino in una casa dove è già presente un gatto adulto. In queste situazioni è consigliabile separare gli animali durante i pasti e proporli negli orari stabiliti, onde evitare che uno di essi mangi una quantità minore della razione a lui necessaria, con conseguente dimagrimento ed insorgenza di possibili malattie. Anche per il gatto è buona norma scegliere sempre MANGIMI DI BUONA QUALITA’: spendere qualcosa in più per le crocchette gli permetterà di vivere sano e diminuirà la possibilità di sviluppare patologie connesse all’alimentazione. Poniamo sempre attenzione agli ingredienti: i felini sono carnivori, pertanto tra gli ingredienti deve essere presente una buona quantità di carne, soprattutto di buona qualità. Evitiamo quelle marche i cui mangimi presentano derivati delle carni di cui non si conosce l’origine. Anche il gatto può seguire una dieta casalinga, purché sia ben bilanciata e preparata da un medico veterinario.

Ricordiamo sempre questo: un cucciolo non resta piccolo per sempre, diventerà presto adulto. Non è un giocattolo, ma una responsabilità.

Ringrazio l’educatrice cinofila Dott. Francesca Alcinii per il contributo nella stesura di questo articolo.


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